Lettera agli azionisti di Amazon – Jeff Bezos

15 Apr 2019 | Amazon

L’occasione della lettera agli azionisti permette a Jeff Bezos di fare il punto su almeno 4 punti.
Il primo relativo ai venditori terzi che utilizzano la piattaforma Amazon per vendere i propri prodotti.
Bezos riepiloga l’incremento degli ultimo 20 anni, dal 3% del 1999 all’attuale 58%,che la sezione retail ha compiuto.

I venditori terzi (independent thirdparty sellers), solitamente piccole e medie imprese, utilizzando la piattaforma di gestione a loro riservata “Seller Central” hanno contribuito in questi anni al successo di Amazon al punto che Jeff Bezos ha commentato “Per dirla senza mezzi termini: I venditori di terze parti ci stanno dando un calcio nel sedere. Male! “

Ecco la progressione del transato lordo riferito ai beni fisici venduti dai merchant.

Anno %
1999 3 %
2000 3 %
2001 6 %
2002 17 %
2003 22 %
2004 25 %
2005 28 %
2006 28 %
2007 29 %
2008 30 %
2009 31 %
2010 34 %
2011 38 %
2012 42 %
2013 46 %
2014 49 %
2015 51 %
2016 54 %
2017 56 %
2018 58 %

In termini economici il transato è passato da 0,1 miliardi $ a 160 miliardi di dollari pari ad un tasso di crescita annuale composto del 52%.

Le sole vendite effettuate direttamente da Amazon sono cresciute anch’esse in quel periodo, da $ 1,6 miliardi nel 1999 a $ 117 miliardi lo scorso anno. Il tasso di crescita annuale composto in quel periodo di tempo è stato del 25%.

Ciò ha costituito, come ha commentato Bezos, una battuta d’arresto, nonostante l’evidente crescita della piattaforma Amazon. Per fornire un benchmark esterno, Bezos evidenzia che le vendite lorde di prodotti fisici su eBay, nel medesimo ventennio sono cresciute ad un tasso composto del 20%, da $ 2,8 a $ 95 miliardi.

Ma cosa ha determinato il successo dei venditori terzi indipendenti? Un insieme di fattori. Alcuni, Bezos fa finta di non saperli. La dinamicità, flessibilità, dedizione dei piccoli e medi venditori, oltre alla miglior conoscenza del prodotto proposto e venduto, ha permesso di gran lunga di superare il lavoro dei dipendenti di Amazon. Vendendo da anni come merchant indipendente, posso testimoniare di scontrarmi con una struttura, che più cresce, più diventa elefantiaca. Penso che la principale sfida di Bezos e del suo team sia combattere questo ipertrofismo. Dal canto loro i merchant hanno usufruito di tanti servizi e della formazione continua offerta da Amazon. La piattaforma seller central, è una piattaforma self service, in cui il singolo merchant può cimentarsi per apprendere ad utilizzare al meglio i servizi offerti.

“Abbiamo aiutato i venditori indipendenti a competere con la nostra azienda investendo e offrendo loro gli strumenti di vendita migliori che potessimo immaginare e costruire.” Ha scritto Bezos, aggiungendo: “Esistono molti strumenti di questo tipo, inclusi strumenti che aiutano i venditori a gestire l’inventario, elaborare i pagamenti, tracciare le spedizioni, creare report e vendere oltre i confini e ne stiamo inventando altri ogni anno. Ma di grande importanza sono Fulfillment di Amazon e il programma di affiliazione Prime.”  La combinazione di questi due programmi ha significativamente migliorato l’esperienza e la fiducia del cliente nel acquistare da venditori indipendenti. “Con il successo di questi due programmi ora così consolidati, è difficile per la maggior parte delle persone apprezzare appieno oggi quanto fossero radicali questi due servizi al momento in cui li abbiamo lanciati.” Ha chiosato Bezos, ricordando che : “Abbiamo investito in entrambi questi programmi con un rischio finanziario significativo e dopo molto dibattito interno. Abbiamo dovuto continuare a investire significativamente nel tempo mentre sperimentavamo idee e iterazioni diverse.”

Il secondo aspetto citato da Bezos, sono le dimensioni del business. Amazon, rispetto ai suoi competitor è ancora piccola. Essendo sostanzialmente un operatore online, e passando dal off line il 90% del commercio, Amazon ha forti rivali come Alibaba e Walmart.

Terzo tema, non meno importante nell’ottica degli azionisti, è il rischio insito nel business. Gli investimenti e la necessità di sperimentare e pensare continuamente a nuovi prodotti e soluzioni, possono andare bene come è successo con Alexa, ma potrebbe andare male, anzi malissimo.

“Man mano che un’azienda cresce, tutto deve essere scalato, inclusa la dimensione degli esperimenti falliti. Dice Bezos Se la dimensione dei tuoi fallimenti non sta crescendo, non stai per inventare una dimensione che possa effettivamente muovere l’ago. Amazon sperimenterà in funzione ed in rapporto ad un’azienda delle nostre dimensioni in modo da gestire un occasionale fallimento multimiliardario. Certo, non intraprenderemo tali esperimenti in modo disinvolto. Lavoreremo sodo per renderle buone scommesse, ma non tutte le buone scommesse finiranno per pagare. Questo tipo di assunzione di rischi su larga scala è parte del servizio che noi, come una grande azienda, possiamo offrire ai nostri clienti e alla società. La buona notizia per gli azionisti è che una singola grande scommessa vincente può più che coprire il costo di molti perdenti.”

Amazon sperimenta continuamente nuovi prodotti. Ha comprato Whole Foods. Sta sperimentando con negozi fisici. Sta anche lavorando a un’impresa sanitaria con JPMorgan Chase e Berkshire Hathaway e ha evidenziato un interesse per i robot domestici.

“Fin dall’inizio della vita di Amazon, scrive Bezos, sapevamo di voler creare una cultura di costruttori: persone curiose, esploratrici. A loro piace inventare. Anche quando sono esperti, sono “freschi” con la mente di un principiante. Vedono il modo in cui facciamo le cose proprio come facciamo adesso. La mentalità di un costruttore ci aiuta ad affrontare opportunità grandi e difficili da risolvere con l’umile convinzione che il successo può passare attraverso l’iterazione: inventare, lanciare, reinventare, rilanciare, ricominciare, mescolare, ripetere, ancora e ancora. Sanno che la strada per il successo è tutt’altro che lineare.”

Infine un accenno alla disponibilità a rivedere il costo orario del salario, anzi un invito anche ai concorrenti di aumentare la paga oraria, in modo da creare una virtuosa competizione al rialzo nell’interesse dei lavoratori.

Jeff Bezos mi è sempre piaciuto, perché non è un CEO che gira intorno alle parole. Va dritto ai fatti: sia quando le cose vanno bene, sia quando devono essere corrette. Le parole spese in questa lettera agli azionisti sono da un lato la certificazione di una camminata incredibile degli ultimi 20 anni, ma anche un monito per i dipendenti a fare meglio ed a buttare il cuore oltre l’ostacolo ed un avviso agli azionisti ed ai competitor. L’impressione è che nulla sarà come prima. L’asticella della competizione si è ulteriormente elevata.

Qui sotto trovi il testo originale della lettera agli azionisti, che comprende anche, come d’abitudine, la lettera agli azionisti del 1997, perché si è sempre al primo giorno!

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