Il settore Moda tra in store & online

22 Gen 2019 | E-commerce

“Il settore Moda tra in store & online: sviluppo di buone prassi a tutela del consumatore e di una concorrenza leale” è il titolo del Convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza, Lodi con Netcomm e FEDERAZIONE MODA ITALIA a Milano che si è svolto oggi a Milano presso Camera di Commercio di Via Meravigli 9/b. Numerosa partecipazione di addetti ai lavori del settore Moda, interessati ad approfondire le tematiche che hanno respiro nazionale.

Nel corso del evento è stata presentata la pubblicazione “L’e-commerce della Moda tra buone prassi e obblighi di legge” realizzata dalla CCIAA di Milano e Netcomm con la collaborazione di Federazione Moda Italia-Confcommercio, che puoi scaricare GRATUITAMENTE.

Beatrice Zanolini, Consigliere della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha aperto l’evento ricordando che “Milano ha un ruolo importante in Italia nel settore della moda. Si tratta di un comparto che traina la nostra immagine internazionale. Le vendite online stanno crescendo in modo esponenziale ed è importante ricordare agli operatori le regole e le buone prassi esistenti per garantire un mercato trasparente e sicuro . Ecco perché proponiamo questa guida”.

Nel volume si affrontano, infatti, le buone prassi e gli obblighi di legge con particolare attenzione alle regole per chi vende online prodotti tessili, calzature, pelletteria, accessori moda, occhiali da sole, bigiotteria. Tra i temi oggetto di approfondimento: la sicurezza generale dei prodotti, le clausole tipo per il Recesso e le Garanzie (forma sintetica e in forma estesa), le responsabilità per danni da prodotti difettosi, i tempi e le modalità di rimborso, le condizioni per il cambio dei beni, il cartellino identificativo del prodotto, le esclusioni, la normativa sulla privacy, la tutela della proprietà intellettuale nelle vendite online di moda. La pubblicazione contiene infine una importante Check-list dei passaggi necessari per affrontare preparati la vendita online.

In un mercato in continua evoluzione, in cui le nuove tecnologie stanno influenzando notevolmente le abitudini dei consumatori, dei commercianti e dei produttori, la Camera di commercio di Milano, Monza Brianza Lodi, quale Ente pubblico super partes, ha riunito intorno ad un Tavolo gli interlocutori del mercato per confrontarsi in modo chiaro e trasparente sui nuovi scenari del commercio.

Sono circa 4.000 le imprese in Lombardia attive nel commercio elettronico, 622 delle quali nel settore dell’abbigliamento, pari al 15%. A Milano hanno sede 274 aziende operanti nel commercio elettronico di abbigliamento (44% delle imprese lombarde), 54 a Monza Brianza (9%), 10 a Lodi (1,5%). In Regione dopo Milano il numero maggiore di imprese è a Brescia (79), Varese (47) e Bergamo (44). Nei negozi di abbigliamento e calzaturifici di Milano città, secondo i dati della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ci sono circa 2 mila imprese con 40 mila addetti. Lombardia, quasi 34 mila imprese nella moda. Per numero complessivo di imprese Milano domina con 13 mila, seguita da Brescia con quasi 4 mila, Bergamo e Varese con oltre 3 mila. Superano le 2 mila anche Como e Monza e Brianza. Sono 365 a Lodi. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2018. Le imprese della moda in Italia: sono 222 mila, di cui 34 mila in Lombardia, prima regione, seguita da Campania con 32 mila e Toscana con 28 mila. Tra le province prima Napoli con quasi 21 mila, seguita da Roma con 15 mila e Milano con 13 mila. Vengono poi Firenze, Prato, Bari e Torino. In Italia le imprese maschili pesano nel settore moda per il 58%.

Massimo Torti, segretario generale, Federazione Moda Italia – Confcommercio Imprese per l’Italia ha precisato che: “Il 33% delle imprese del dettaglio moda ha un sito Internet e solo il 13,6% vende prodotti online. Questi numeri, da un lato, evidenziano il livello di approccio delle imprese del dettaglio moda all’online e, dall’altro, incoraggiano l’impegno costante di Federazione Moda Italia nell’azione di formazione e informazione volta a creare maggiore consapevolezza sulle opportunità offerte dal canale internet anche alle micro e piccole aziende. Un’opportunità che può essere utile, soprattutto in questa fase di cambiamento delle abitudini e attitudini di acquisto dei consumatori, per diversificare le strategie aziendali di comunicazione, servizi e vendita.” Con la pubblicazione del volume “’E-commerce della Moda tra buone prassi e obblighi di legge”, ha aggiunto Torti, si è voluto dare certezze alle aziende del settore Moda che già utilizzano il canale elettronico e a quelle che si approcciano per la prima volta al web per aprire uno shop online. Uno strumento utile per l’imprenditore che vuole innovarsi per provare ad uscire prima e meglio dalla crisi. In questo contesto, tuttavia, serve una regolamentazione del commercio elettronico con riguardo ai rapporti tra produttore, distributore e consumatore e l’introduzione di una web tax per i colossi dell’online, altrimenti più che di World Wide Web possiamo parlare di World Wild Web”.

sono inoltre intervenuti:

Roberto Liscia, Presidente del Consorzio Netcomm  trattando il tema  “Fashion e innovazione digitale: il nuovo contesto competitivo” ha ricordato che se attraverso il canale l’e-commerce transiterà il 20% dei totale dei consumi, il restante 80% necessità dell’adozione di processi di trasformazione digitale, per soddisfare le nuove generazioni, nate nell’era digitale. Un processo che in Cina ed in America è già molto sentito, mentre nel nostro Paese si stanno muovendo i primi passi.

ed Antonella Tomassi, del Ministero dello Sviluppo Economico , che ha svolto una interessante relazione dedicata al tema “L’etichettatura nel settore moda, focus sulle vendite online”, in cui in modo più tecnico ha delineato le caratteristiche normative.

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