In periodo di grande instabilità politico economica, uno degli indici di riferimento è il Big Mac Index. Dal settembre 1986 The Economist, più o meno ogni anno pubblica l’indice, che è valutato come un indicatore semplificato del potere d’acquisto individuale di un Paese. L’indice Big Mac è considerato infatti un indicatore del potere d’acquisto di un’economia. Il prezzo medio per un hamburger Big Mac in Svizzera era 6,76 dollari USA nel gennaio 2018.

Confronta i prezzi del Big Mac di ogni paese, in base alla parità del potere d’acquisto. Poiché molti paesi hanno valute diverse, i prezzi standardizzati del Big Mac vengono calcolati convertendo i prezzi medi del Big Mac nazionale con l’ultimo tasso di cambio in dollari USA.

L’indice Big Mac è un modo per misurare la parità di potere d’acquisto (PPP) tra diversi paesi. Spostando i prezzi medi del Big Mac nazionale in dollari statunitensi, gli stessi prodotti possono essere confrontati in modo informale. Il Big Mac può anche essere un buon indicatore del potere d’acquisto individuale di un’economia poiché viene venduto  in tutto il mondo ed è un prodotto che in termini di dimensioni, composizione e qualità è standard. Segue le disposizioni di produzione e cottura previsti dalla Mc Donald’s.

McDonald’s è una catena di ristoranti fast food operativi a livello mondiale con sede a Oak Brook, Illinois.

Ma non è l’unico indice collegato ad uno prodotto molto conosciuto e standardizzato. Dal  gennaio 2004, The Economist ha introdotto un indice gemello, l’Indice Tall Latte. L’idea è la medesima, ma il Big Mac è sostituito da una tazza di caffè della Starbucks, riconoscendo così la diffusione globale della catena Americana.

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